Stagione turistica invernale 2007/ 2008 nella Bergamasca
La stagione invernale 2007/ 2008 è partita con l’handicap ma si è riscattata alla grande e, al tirar delle somme, fa registrare un successo su cui pochi avrebbero scommesso un soldo. Non è stata ancora scritta la parola fine: in alcune stazioni si scierà anche in quest’ultimo weekend di aprile, grazie all’abbondanza di materia prima, cioè di neve. E dunque, l’inattesa e graditissima “coda” permetterà qualche ulteriore miglioramento. Già però siamo su livelli che giustificano l’ottimismo degli addetti ai lavori, degli albergatori e degli operatori turistici. Si è arrivati al 9% di aumento. Certo, va pur detto che la stagione precedente era stata molto deludente, quasi disastrosa e dunque si migliora su un profondo- basso. Ma andare avanti, e con simile percentuale, in un tempo in cui si marcia sul posto, è già motivo di compiacimento. Non ne hanno fatto mistero il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni; l’assessore al Turismo, Tecla Rondi e la sua dirigente Maria Grazia Frescura; il presidente di Turismo Bergamo Felice Spampatti e Andrea Macchiavelli, docente universitario e ricercatore del CeSTIT, che nell’ex sala Giunta di via Tasso 8 hanno presentato e commentato il borsino turistico orobico.
Tecla Rondi, nella sua panoramica, ha passato in rassegna gli aspetti di positività maturati all’interno di un settore - il turismo - che è in evoluzione armonica, ragionata, monitorata, gestita. Si è in presenza di una mentalità che si è messa al passo con le esigenze di una modernità molto mobile e che si sposta sulle rotte low cost, tenendo presenti coordinate di convenienza e di tempi rapidi per raggiungere le mete sciistiche. Sono state 50 le strutture alberghiere considerate nel rilevamento-test che la Provincia ha voluto condurre, dopo uno preliminare, fatto l’anno scorso a fine estate: dai loro dati è venuta la configurazione che è molto utile per radiografare presente e prospettive. Rondi non ha mancato di sottolineare l’estensione delle stazioni, in particolare in Val di Scalve, il potenziamento degli impianti di risalita, una rete di viabilità efficiente e ben tenuta, il fattore O, nel senso di Orio al Serio. L’aeroporto occupa una centralità che si rafforza sulla mappa turistica bergamasca.

È toccato poi al professor Andrea Macchiavelli commentare e mettere a fuoco i risultati ottenuti e l’impegno profuso. Tre i pilastri: l’organizzazione dell’informazione attraverso la capillarità dei 50 alberghi da 2 a 4 stelle nelle Orobie, che aiutano nella lettura del territorio; l’accostamento dei dati sulle affluenze per congressi, visite nei musei ecc.; la radiografia dei fenomeni turistici a fine stagione. Si sono attivate una campionatura stabile e una buona collaborazione, alle quali si aggiunge come esito della somma una metodologia corretta. “Risultati migliori delle previsioni” - ha commentato Macchiavelli -, che ha lavorato con un gruppo della Provincia e alcune stagiste universitarie nella ricognizione e stesura del bilancio.
Si può parlare, in generale, di un 5-6% in più di presenze negli alberghi delle Orobie secondo le cifre fornite dagli albergatori e negli alberghi a 3/ 4 stelle si arriva anche al 9/ 10 per cento. Questo è un segnale netto della fase di cambiamento in atto. Nelle valli di Scalve e Seriana Superiore, con gli arrivi si è toccato il 6/ 7%; il 5% in Val Brembana; il 2% nella bassa valle Seriana; solo nella Valle Imagna c’è un piccolo segno negativo, che è dell’1%.

Sugli impianti di risalita e nei consorzi si è giunti anche a quota 15%. Novità significative anche sul fronte delle provenienze dei turisti, dove gli stranieri si sono attestati sul 27% (il 15% nel resto dell’anno, inverno a parte), fino al 30% e anche oltre in Val Brembana. Oltre agli inglesi, tedeschi, francesi e oltre a quelli provenienti dal centro e dall’est dell’Europa, si sono visti anche australiani e statunitensi.Il grosso degli arrivi nelle stazioni invernali bergamasche proviene dalla Lombardia. Pure in crescita la clientela individuale e di gruppi che si autoorganizzano.


Quanto ai corsi di formazione per sciatori, nell’80% sono assorbiti dalla discesa, il restante da chi vuol praticare snowboard (irrilevante il fondo): di più, si va preferibilmente su lezioni giornaliere e non su corsi settimanali. Nel suo intervento il presidente di Bergamo Turismo, Felice Spampatti ha insistito molto sulla necessità di una formazione al passo con i tempi per il personale alberghiero, soprattutto se si vuole intercettare il turista straniero. Un dato che induce a ottimismo è il fatto che ormai, grazie ai mezzi di innevamento artificiale, si vende ormai neve sicura nelle nostre stazioni: siamo nell’ordine del 90% (nella stagione 2006/ 2007 si era al 50%).

Da ultimo ha parlato il presidente della Provincia, Valerio Bettoni che ha inserito la voce turismo nel disegno generale che si è fatto e su cui si sta lavorando. Niente nasce a caso, ha detto, e i frutti non maturano se prima non c’è un lavoro che nella Bergamasca si è espresso a tutto tondo, dalle infrastrutture ai due grandi comprensori sciistici. Da un turismo sostanziato soprattutto dalle seconde case si è entrati nella fase nuova, di un turismo che si alimenta molto nel movimento aeroportuale quotidiano di Orio. Un balzo in avanti si farà con l’operazione rilancio di San Pellegrino, che è un nome di risonanza internazionale. Bergamo - ha continuato Bettoni - è una realtà soprattutto industriale, ma il turismo ha molte potenzialità e rappresenta un’ancora di salvataggio perché la montagna viva. “Ora speriamo di avere dalla Regione Lombardia i 62 milioni di euro promessi per affrontare Zogno, un intervento che consentirà di guadagnare 15/ 20 minuti negli spostamenti. E oggi il tempo è un fattore decisivo in molte scelte. Bergamo, con la sua centralità e con quanto ha fatto e si appresta a varare con le infrastrutture, è già avanti”.
Tratto dal Sito della Provincia di Bergamo
ALBERGHI - BED AND BREAKFAST - AGRITURISMO
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