ADDIO A GIANFRANCO FUNARI
Gianfranco Funari, autore e showman televisivo, è morto questa mattina nell'ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. Aveva 76 anni. Dagli inizi come croupier, e poi come cabarettista, aveva via via conquistato grande popolarità in televisione ritagliandosi il ruolo di conduttore-opinionista dallo stile diretto, caustico, aggressivo, non di rado volgare.
Gli piaceva definirsi "il giornalaio più famoso d'Italia". La sua interpretazione della comunicazione televisiva: "Per essere eccezionali bisogna mascherarsi da normali, abbassarsi al gradino più basso, corteggiare senza pudore le casalinghe". Ma sosteneva anche che "la televisione è come la m..., bisogna farla ma non guardarla".
E' stato il simbolo di una tv al limite del trash, quella dei dibattiti di "Aboccaperta", storica trasmissione degli anni Ottanta, alla quale molti altri programmi sono debitori anche se non dichiarati. Erano i tempi di "Dàmme la due" urlato al cameraman.
Il debutto in tv risale al 1970, in "La domenica è un'altra cosa", ma la sua prima conduzione è del 1980: "Torti in faccia", su Telemontecarlo, del quale è anche autore. La stessa formula, l'anno successivo, fa la fortuna di "Aboccaperta", il programma che Funari, nel 1984, porta su RaiDue, riscuotendo un enorme successo.
Passa quindi alla tv commerciale con "Mezzogiorno italiano", su Italia 1 (nel 1991). Ma anche stavolta, a causa di alcuni dissapori con Silvio Berlusconi, viene allontanato dall'allora gruppo Finivest. Non ce la fa a stare lontano dal video. Trova un espediente: propone una trasmissione, "Zonafranca", che va in onda su 75 emittenti locali sparse in tutta Italia.
Il ritorno al Gruppo Fininvest risale alla stagione 1993-1994, su Retequattro, con "Funari News", "Punto di svolta" e "L'originale". La sua critica politica si fa più serrata. Soprattutto nel periodo di Mani Pulite, quando Funari attacca partiti e personaggi coinvolti. Intervisterà anche Bettino Craxi, condannato in contumacia, ad Hammamet.
Dopo Funari passa a Odeon Tv, con il programma "L'edicola di Funari", e la striscia quotidiana "Funari Live" nel pomeriggio. Nel 1996 torna a RaiDue come conduttore della discussa trasmissione "Napoli capitale". Con la chiusura del programma, inizia una lunga lontananza dal piccolo schermo.
L'esilio sembra concludersi nel 2000, quando passa dal ruolo di ospite fisso a quello di conduttore della trasmissione di Canale 5 "A tu per tu": chiamato a ridare vitalità ad una trasmissione nata morta con la coppia Ruta-Clerici, prova a ritrovare i fasti di un tempo nella fascia oraria in cui in passato ha dato il meglio di sé, quella delle casalinghe. Ma il programma si esaurisce nel corso di una stagione e Funari viene di nuovo ricacciato verso emittenti minori.
Ospite di vari programmi nell'ultimo periodo (da Chiambretti, da Mentana e da Bonolis e a Le Iene) Funari continua a dire la sua con grande enfasi e gusto della provocazione, magari fumando la fatidica ultima sigaretta. "Sto morendo, ma mi auguro di poter morire con tanta serenità da poter sottrarre a mia moglie con un sorriso il dolore che le provocherò", disse nel 2005 a Il senso della vita, invitando i giovani a non fare come lui.
(fonte: repubblica.it)
arrivederci...e l'ultimo chiude la porta!
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